-Non scrivi più-, hai detto,
-Dovrei provare a dormire-, ho risposto.
Invece di dire che non ho più scritto proprio perché non accadesse di rivolgermi a te,
ancora,
mentre scrivo.

Remember Ilsa,
we'll always have Paris.
Anche nei momenti peggiori, se le Cose accadono con una certa cinematograficità, sembra più semplice accettare il seguito.
Anche i titoli di coda.
[Titoli di coda]
[...]


Vi scrivo da qui.
C'è una porta segreta e verde che porta nel mondo dei moduli di cellulosa.
Ci sono i rocchetti di cotone bianco che rilegano, le vernici tossiche, le schiaccia-carte. Scatoloni.
Le cucitrici (e le spillatrici) con dei nomi di persona,
le penne rosse, come alle elementari.
Fogli extralusso spessore maggiore di 0.3 mm e grammatura preziosa, su cui scrivo.
Punteggiatura combinata, buffa, punteggiata.
Poi ci sono i minuti che si misurano con le clessidre e con le sveglie antiche e con la macchinetta-cattiva-dei-ritardi.
E c'è la pausa pranzo che dura il tempo di scandire: EditriceModulgrafica.
Mi hanno incastrata.




